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Non sappiamo se il nostro prodotto richieda la marcatura CE

La marcatura CE è obbligatoria solo se la prevede un atto di armonizzazione UE; su ogni altro prodotto il regolamento (CE) n. 765/2008 la vieta. Si verifichi ciascun atto candidato, come le direttive Bassa tensione, EMC, apparecchiature radio o giocattoli; se uno si applica, si valuti la conformità, si rediga la dichiarazione e si apponga la marcatura. Altrimenti vale il GPSR.

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Verificato il 4 ottobre 2026 da Conphora compliance team · Non è consulenza legale

Perché accade

La marcatura CE non è un marchio di qualità né un segno generale di sicurezza. Il regolamento (CE) n. 765/2008 ne stabilisce i principi generali: la marcatura è apposta solo dal fabbricante o dal suo rappresentante autorizzato, solo sui prodotti per i quali una normativa di armonizzazione specifica ne prevede l’apposizione, e non su altri prodotti (art. 30, parr. 1 e 2). Apponendola, il fabbricante si assume la responsabilità della conformità a tutti i requisiti applicabili degli atti che la prevedono (art. 30, par. 3). Gli Stati membri intervengono contro l’uso improprio e prevedono sanzioni, che possono includere sanzioni penali per le violazioni gravi (art. 30, par. 6).[1]

La domanda non è dunque mai «il prodotto richiede la marcatura CE?» in astratto, ma «un atto che prevede la marcatura CE copre questo prodotto?». Ogni atto risponde nel proprio articolo sull’ambito di applicazione. La direttiva Bassa tensione riguarda il materiale elettrico progettato per essere adoperato con una tensione nominale da 50 a 1.000 V in corrente alternata o da 75 a 1.500 V in corrente continua, ad eccezione del materiale e dei fenomeni dell’allegato II, come i contatori di elettricità, le spine e prese di corrente per uso domestico e i controllori per recinti elettrici (direttiva 2014/35/UE, art. 1 e allegato II). La direttiva EMC riguarda le apparecchiature, ossia gli apparecchi e gli impianti fissi, dove l’apparecchio è un dispositivo finito destinato all’utilizzatore finale e suscettibile di generare perturbazioni elettromagnetiche o di esserne influenzato (direttiva 2014/30/UE, art. 2, par. 1, e art. 3, par. 1), ad eccezione delle apparecchiature elencate nell’articolo 2, paragrafo 2, come quelle contemplate dalla direttiva sulle apparecchiature radio.[2][3]

Per le apparecchiature radio e i giocattoli vale la stessa logica. Un’apparecchiatura radio è un prodotto elettrico o elettronico che emette o riceve intenzionalmente onde radio ai fini della comunicazione radio o della radiodeterminazione (direttiva 2014/53/UE, art. 2, par. 1, punto 1); le apparecchiature rientranti in tale direttiva non sono soggette alla direttiva Bassa tensione, salvo per gli obiettivi di sicurezza applicati tramite il suo articolo 3, paragrafo 1, lettera a) (art. 1, par. 4). La direttiva sulla sicurezza dei giocattoli riguarda i prodotti progettati o destinati, in via esclusiva o non, a essere utilizzati per il gioco da bambini di età inferiore a 14 anni, ad eccezione dei prodotti elencati nel suo allegato I e dei giocattoli elencati nell’articolo 2, paragrafo 2, come le attrezzature da gioco per parchi pubblici e le macchine a vapore giocattolo (direttiva 2009/48/CE, art. 2). Dal 1° agosto 2030 il regolamento (UE) 2025/2509 sulla sicurezza dei giocattoli sostituisce la direttiva (artt. 56 e 59 di tale regolamento). Questi atti sono esempi: la marcatura CE è prevista anche da altri atti dell’Unione, non trattati in questa pagina.[4][5][8]

Quando si applica un atto, è esso a stabilire il percorso verso la marcatura CE. Ai sensi della direttiva Bassa tensione, il fabbricante redige la documentazione tecnica ed esegue la valutazione della conformità dell’allegato III; una volta dimostrata la conformità, redige una dichiarazione di conformità UE e appone la marcatura CE (art. 6, par. 2), conservando entrambe per 10 anni (art. 6, par. 3). La marcatura è apposta in modo visibile, leggibile e indelebile, prima dell’immissione del prodotto sul mercato (art. 17). I distributori verificano che sia presente (art. 9, par. 2) e, per i prodotti rientranti negli atti di armonizzazione elencati, l’operatore economico dell’UE verifica che la dichiarazione e la documentazione tecnica siano state redatte (regolamento (UE) 2019/1020, art. 4, par. 3, lett. a)).[2][6]

Quando non si applica nessun atto di questo tipo, il prodotto non è privo di regole. Il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti si applica ai prodotti di consumo nella misura in cui non vi siano disposizioni specifiche dell’Unione con lo stesso obiettivo che ne disciplinino la sicurezza (art. 2, par. 1), gli operatori economici possono immettere sul mercato solo prodotti sicuri (art. 5) e il fabbricante effettua un’analisi interna dei rischi e redige la documentazione tecnica prima dell’immissione del prodotto sul mercato (art. 9, par. 2).[7]

Come risolverlo

  1. Descrivere il prodotto in termini di ambito di applicazione

    Annotare i fatti da cui dipendono gli articoli sull’ambito di applicazione: tensione di alimentazione e tipo di corrente, presenza di componenti elettronici, emissione o ricezione intenzionale di onde radio, progettazione o destinazione al gioco di bambini di età inferiore a 14 anni, e chi userà il prodotto. Questi elementi decidono la risposta più del nome del prodotto.

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  2. Verificare ogni atto candidato rispetto al proprio ambito di applicazione

    Bassa tensione: materiale elettrico con tensione nominale da 50 a 1.000 V in corrente alternata o da 75 a 1.500 V in corrente continua, esclusi i casi dell’allegato II. EMC: apparecchi finiti suscettibili di generare perturbazioni elettromagnetiche o di esserne influenzati, salvo le esclusioni dell’articolo 2, paragrafo 2, tra cui le apparecchiature radio. Apparecchiature radio: prodotti che emettono o ricevono intenzionalmente onde radio; escono dalle direttive Bassa tensione ed EMC, ma ne perseguono gli obiettivi attraverso la direttiva sulle apparecchiature radio. Giocattoli: prodotti progettati o destinati al gioco di bambini di età inferiore a 14 anni, esclusi quelli dell’allegato I e dell’articolo 2, paragrafo 2. Questi quattro atti sono esempi; la marcatura CE è prevista anche da altri atti.

    Guide ai regolamentiKnow-how Free Apri
  3. Se si applica un atto, completare la sua procedura prima della marcatura CE

    Redigere la documentazione tecnica, eseguire la valutazione della conformità prescritta dall’atto, quindi redigere la dichiarazione di conformità UE e apporre la marcatura CE. Ai sensi della direttiva Bassa tensione, la marcatura CE è apposta in modo visibile, leggibile e indelebile prima dell’immissione del prodotto sul mercato.

  4. Se non si applica alcun atto, non apporre la marcatura CE

    La marcatura CE può essere apposta solo sui prodotti per i quali un atto di armonizzazione la prevede. Un prodotto di consumo privo di un tale atto deve comunque essere sicuro: il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti richiede un’analisi interna dei rischi, la documentazione tecnica e l’indicazione dell’identificazione e dei recapiti sul prodotto.

  5. Come importatore, verificare anziché presumere

    Per i prodotti rientranti negli atti di armonizzazione elencati, l’operatore economico dell’UE verifica che la dichiarazione di conformità e la documentazione tecnica siano state redatte e tiene la dichiarazione a disposizione. Chiedere al fabbricante quali atti ha applicato e perché, e confrontare la risposta con la propria verifica dell’ambito di applicazione.

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Cosa è necessario dimostrare

DocumentoDa dove provieneBase giuridica
Una breve nota sull’ambito per ogni prodotto: gli atti considerati, la verifica dell’ambito e la conclusioneIl fabbricante, conservata con la documentazione tecnicaDocumentazione a supporto del regolamento (CE) n. 765/2008, art. 30, parr. 2 e 3, e del GPSR, art. 9, par. 2; il testo non richiede una nota di ambito separata
La dichiarazione di conformità UE e la documentazione tecnica, quando si applica un attoIl fabbricanteDirettiva 2014/35/UE, art. 6, parr. 2 e 3; regolamento (UE) 2019/1020, art. 4, par. 3, lett. a)

Se non si fa nulla

La marcatura CE sul prodotto sbagliato è essa stessa una violazione

La marcatura CE può essere apposta solo sui prodotti per i quali una normativa di armonizzazione specifica la prevede; gli Stati membri intervengono contro l’uso improprio e prevedono sanzioni, che possono includere sanzioni penali per le violazioni gravi (regolamento (CE) n. 765/2008, art. 30, parr. 2 e 6).[1]

Senza marcatura CE la catena di distribuzione si ferma

Prima di mettere a disposizione il materiale elettrico, i distributori verificano che rechi la marcatura CE e sia accompagnato dai documenti prescritti (direttiva 2014/35/UE, art. 9, par. 2); lo stesso controllo vale per i giocattoli (direttiva 2009/48/CE, art. 7, par. 2).[2]

Le autorità impongono la correzione o il ritiro

Se un prodotto non è conforme alla normativa di armonizzazione applicabile, le autorità impongono un’azione correttiva, che può includere la regolarizzazione di una non conformità formale, e garantiscono il ritiro o il divieto di vendita in caso di inerzia (regolamento (UE) 2019/1020, art. 16, parr. da 1 a 3 e 5).[6]

Domande su questo problema

Possiamo apporre la marcatura CE sul nostro prodotto per farlo sembrare conforme?

No. La marcatura CE può essere apposta solo sui prodotti per i quali una normativa di armonizzazione specifica la prevede, e non su altri prodotti (regolamento (CE) n. 765/2008, art. 30, par. 2).

Il nostro prodotto funziona con un alimentatore a 12 V. Si applica la direttiva Bassa tensione?

La direttiva si applica al materiale elettrico progettato per essere adoperato con una tensione nominale da 50 a 1.000 V in corrente alternata o da 75 a 1.500 V in corrente continua (direttiva 2014/35/UE, art. 1). Un prodotto a 12 V è al di fuori di tale intervallo. Un alimentatore separato che si collega alla rete è progettato per la tensione di rete; valutare separatamente l’alimentatore e il prodotto è una lettura dell’articolo 1, non una regola in esso enunciata. La direttiva EMC e, per i prodotti di consumo, il GPSR possono comunque applicarsi al prodotto a 12 V.

Il nostro prodotto ha il Bluetooth. Si applica la direttiva Bassa tensione o quella sulle apparecchiature radio?

Le apparecchiature radio rientranti nella direttiva sulle apparecchiature radio non sono soggette alla direttiva Bassa tensione, salvo che i loro obiettivi di sicurezza si applicano attraverso l’articolo 3, paragrafo 1, lettera a), della direttiva sulle apparecchiature radio (direttiva 2014/53/UE, art. 1, par. 4). Sono escluse anche dalla direttiva EMC (direttiva 2014/30/UE, art. 2, par. 2, lett. a), che menziona la precedente direttiva 1999/5/CE, da leggersi come la direttiva sulle apparecchiature radio ai sensi del suo articolo 50); la compatibilità elettromagnetica è richiesta dall’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), della direttiva sulle apparecchiature radio.

Chi appone la marcatura CE?

Solo il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato. Apponendola, il fabbricante si assume la responsabilità della conformità a tutti i requisiti applicabili degli atti che la prevedono (regolamento (CE) n. 765/2008, art. 30, parr. 1 e 3).

Se non si applica alcun atto con marcatura CE, siamo liberi da regole?

No. Il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti si applica ai prodotti di consumo nella misura in cui non vi siano norme specifiche dell’Unione con lo stesso obiettivo che ne disciplinino la sicurezza (GPSR, art. 2, par. 1), e solo i prodotti sicuri possono essere immessi sul mercato (art. 5).

Segua le modifiche alle norme alla base di questo problema

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Fonti

  1. Regolamento (CE) n. 765/2008 che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato (versione consolidata del 16 luglio 2021) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
  2. Direttiva 2014/35/UE concernente il materiale elettrico destinato a essere adoperato entro taluni limiti di tensione (versione consolidata del 30 maggio 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
  3. Direttiva 2014/30/UE sulla compatibilità elettromagnetica (versione consolidata del 30 maggio 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
  4. Direttiva 2014/53/UE concernente le apparecchiature radio (versione consolidata del 30 maggio 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
  5. Direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli (versione consolidata del 29 agosto 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
  6. Regolamento (UE) 2019/1020 sulla vigilanza del mercato e sulla conformità dei prodotti (versione consolidata del 12 agosto 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
  7. Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti (versione consolidata del 29 maggio 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
  8. Regolamento (UE) 2025/2509 sulla sicurezza dei giocattoli EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026

Informazioni su questa pagina

Revisore
Conphora compliance team
Verificato
4 ottobre 2026
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Conphora (2026). Non sappiamo se il nostro prodotto richieda la marcatura CE. Consultato il 13 ottobre 2026 da https://www.conphora.com/it/soluzioni/problema/needs-ce-marking/
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