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Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)

I RAEE sono apparecchiature elettriche o elettroniche divenute rifiuti, compresi i loro componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo; la direttiva 2012/19/UE ne impone la raccolta differenziata e il trattamento adeguato e rende i produttori responsabili del finanziamento e della registrazione in ciascuno Stato membro in cui vendono.

Revisionato il 10 settembre 2026 da Conphora compliance team · Non costituisce consulenza legale.

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Approfondimento

La direttiva 2012/19/UE definisce le apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) come le apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o campi elettromagnetici, oppure che generano, trasferiscono o misurano tali correnti e campi, progettate per l’uso con una tensione non superiore a 1.000 V in corrente alternata o a 1.500 V in corrente continua, e i RAEE come tali apparecchiature quando diventano rifiuti, compresi tutti i componenti, i sottoinsiemi e i materiali di consumo che fanno parte del prodotto al momento in cui si decide di disfarsene (articolo 3, paragrafo 1). Dal 15 agosto 2018 la direttiva ha un campo di applicazione aperto: tutte le AEE rientrano in una delle sei categorie dell’allegato III (apparecchiature per lo scambio di temperatura, schermi, lampade, apparecchiature di grandi dimensioni, apparecchiature di piccole dimensioni e piccole apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni), salvo esclusione ai sensi dell’articolo 2.

L’obiettivo della direttiva è prevenire la produzione di RAEE e promuoverne il riutilizzo, il riciclaggio e altre forme di recupero, in linea con la gerarchia dei rifiuti della direttiva quadro sui rifiuti (articolo 1). Gli Stati membri devono garantire la raccolta differenziata, con priorità elevata per le apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono, le lampade a mercurio, i pannelli fotovoltaici e le apparecchiature di piccole dimensioni (articolo 5), conseguire gli obiettivi di raccolta e assicurare che i RAEE siano trattati in modo adeguato. Gli utilizzatori devono essere informati del divieto di smaltire i RAEE come rifiuti urbani misti e le apparecchiature riportano il simbolo del bidone della spazzatura barrato (articolo 14).

Per le imprese le disposizioni chiave sono gli articoli 12 e 16. I produttori, definiti in modo da comprendere fabbricanti, titolari di marchio, importatori e venditori a distanza di altri paesi, finanziano la raccolta, il trattamento, il recupero e lo smaltimento ecologicamente corretto dei RAEE provenienti dai nuclei domestici e devono registrarsi nel registro nazionale di ogni Stato membro in cui vendono; i produttori stabiliti in un altro paese si registrano tramite un rappresentante autorizzato. La direttiva è entrata in vigore il 13 agosto 2012 e doveva essere recepita entro il 14 febbraio 2014, sostituendo la direttiva 2002/96/CE.

Fonti

  1. Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), testo consolidato https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02012L0019-20240408
  2. Commissione europea, Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) https://environment.ec.europa.eu/topics/waste-and-recycling/waste-electrical-and-electronic-equipment-weee_en
Cita questa pagina
Conphora (2026). Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Consultato il 13 ottobre 2026 da https://www.conphora.com/it/ricerca/glossario/weee/
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