Il nostro prodotto lavora in pressione
Le attrezzature con pressione massima ammissibile superiore a 0,5 bar rientrano nella direttiva 2014/68/UE, salvo un atto più specifico: i recipienti semplici in serie nella direttiva 2014/29/UE, i generatori aerosol nella 75/324/CEE. Si individui l’atto, si classifichi l’attrezzatura, si segua la procedura della categoria e si conservi la documentazione per 10 anni.
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Verificato il 4 ottobre 2026 da Conphora compliance team · Non è consulenza legale
Perché accade
Le regole sulla pressione partono da un numero. La direttiva 2014/68/UE sulle attrezzature a pressione si applica alla progettazione, alla fabbricazione e alla valutazione della conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi con una pressione massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar (articolo 1, paragrafo 1). Per attrezzature a pressione si intendono recipienti, tubazioni, accessori di sicurezza e accessori a pressione (articolo 2, punto 1). La direttiva esclude poi un lungo elenco all’articolo 1, paragrafo 2: tra l’altro i recipienti semplici a pressione disciplinati dalla direttiva 2014/29/UE, i generatori aerosol disciplinati dalla direttiva 75/324/CEE, le attrezzature non superiori alla categoria I disciplinate dalle disposizioni sulle macchine, sugli ascensori, sulla bassa tensione, sui dispositivi medici, sugli apparecchi a gas o sull’ATEX, i prodotti con involucro flessibile come i palloni da gioco, le bottiglie o le lattine per bevande gassate, nonché i radiatori e le tubazioni dei sistemi di riscaldamento ad acqua calda.[1]
All’interno della direttiva è il pericolo a decidere il percorso. L’articolo 4, paragrafo 1, fissa limiti in base a pressione, volume o dimensione nominale e gruppo del fluido; il gruppo 1 comprende le sostanze e le miscele classificate come pericolose, ad esempio quelle infiammabili o acutamente tossiche, e il gruppo 2 tutto il resto (articolo 13, paragrafo 1). Le attrezzature oltre i limiti soddisfano i requisiti essenziali di sicurezza dell’allegato I e sono classificate nelle categorie da I a IV in base all’allegato II. La categoria I segue il modulo A; le categorie superiori seguono i moduli elencati nell’articolo 14, paragrafo 2, che coinvolgono tutti un organismo notificato (allegato III). Le attrezzature pari o inferiori ai limiti sono fabbricate secondo la corretta prassi costruttiva di uno Stato membro, sono accompagnate da istruzioni adeguate e non recano la marcatura CE ai sensi di questa direttiva (articolo 4, paragrafo 3). Il fabbricante conserva la documentazione tecnica e la dichiarazione di conformità UE per 10 anni (articolo 6, paragrafo 3).[1]
I recipienti semplici a pressione hanno una propria direttiva. La direttiva 2014/29/UE riguarda i recipienti saldati costruiti in serie per contenere aria o azoto a più di 0,5 bar, non destinati a essere esposti alla fiamma, realizzati con gli acciai o l’alluminio da essa indicati, con una pressione massima di esercizio fino a 30 bar e PS × V fino a 10.000 bar·L (articolo 1, paragrafo 1). Gli estintori sono esclusi (articolo 1, paragrafo 2, lettera c)). I recipienti oltre 50 bar·L soddisfano l’allegato I, sono sottoposti all’esame UE del tipo prima della fabbricazione (articolo 13, paragrafo 1) e recano la marcatura CE e le iscrizioni dell’allegato III; quelli più piccoli seguono la corretta prassi costruttiva e recano le iscrizioni ma non la marcatura CE (articolo 6, paragrafi 1 e 2; allegato III, punto 1.1).[2]
Gli aerosol seguono un testo più vecchio e più breve. Un generatore aerosol è un recipiente non riutilizzabile di metallo, vetro o plastica contenente un gas sotto pressione, munito di un dispositivo di erogazione (direttiva 75/324/CEE, articolo 2); i generatori con una capacità massima inferiore a 50 ml, o superiore alle capacità stabilite nel suo allegato, ne sono esclusi (articolo 1). Il responsabile dell’immissione sul mercato appone il simbolo «3», l’epsilon rovesciata (articolo 3), e l’etichetta riporta il nome e l’indirizzo oppure il marchio di tale responsabile, il codice del lotto, le indicazioni del punto 2.2 dell’allegato e il contenuto netto in peso e in volume (articolo 8, paragrafo 1); un generatore con componenti infiammabili che non è classificato come infiammabile indica la loro percentuale in massa (articolo 8, paragrafo 1 bis). Gli Stati membri possono richiedere la propria lingua nazionale sull’etichetta (articolo 8, paragrafo 2).[3]
Entrambe le direttive sulla pressione sono elencate nell’articolo 4, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2019/1020. Tali attrezzature possono quindi essere immesse sul mercato solo se un fabbricante, un importatore, un rappresentante autorizzato o un fornitore di servizi di logistica stabilito nell’Unione detiene la dichiarazione ed è in grado di fornire la documentazione su richiesta (articolo 4, paragrafi da 1 a 3).[4]
Come risolverlo
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Individuare quale atto sulla pressione riguarda il prodotto
Si parta dall’atto più specifico. Una bomboletta spray non riutilizzabile da 50 ml o più è un generatore aerosol ai sensi della direttiva 75/324/CEE. Un recipiente saldato, non esposto alla fiamma, costruito in serie per aria o azoto, fino a 30 bar, è un recipiente semplice a pressione ai sensi della direttiva 2014/29/UE. Le altre attrezzature oltre 0,5 bar ricadono nella direttiva sulle attrezzature a pressione, che elenca le proprie esclusioni all’articolo 1, paragrafo 2.
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Classificare l’attrezzatura ai sensi della direttiva sulle attrezzature a pressione
Si annotino la pressione massima ammissibile PS, il volume o la dimensione nominale e se il fluido appartiene al gruppo 1 (pericoloso) o al gruppo 2. Si confrontino con i limiti dell’articolo 4, paragrafo 1. Le attrezzature oltre i limiti sono collocate nelle categorie da I a IV con le tabelle dell’allegato II.
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Seguire la procedura prevista per la categoria
La categoria I segue il modulo A, controllo interno della produzione. Le categorie II, III e IV seguono i moduli elencati nell’articolo 14, paragrafo 2, e descritti nell’allegato III, e ciascuna di queste procedure coinvolge un organismo notificato. È sempre possibile scegliere la procedura di una categoria superiore. Se un organismo notificato interviene nel controllo della produzione, il suo numero segue la marcatura CE (articolo 19, paragrafo 4).
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Trattare le attrezzature di piccole dimensioni secondo la corretta prassi costruttiva
Le attrezzature pari o inferiori ai limiti dell’articolo 4 sono progettate e fabbricate secondo la corretta prassi costruttiva di uno Stato membro e sono accompagnate da istruzioni adeguate. Non recano la marcatura CE ai sensi di questa direttiva, anche se un altro atto può comunque richiederla.
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Chiudere il fascicolo e marcare il prodotto
Redigere la documentazione tecnica e la dichiarazione di conformità UE, apporre la marcatura CE prima di immettere l’attrezzatura sul mercato e fornire istruzioni e informazioni di sicurezza nella lingua di ciascun paese di vendita. Conservare la documentazione e la dichiarazione per 10 anni.
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Cosa è necessario dimostrare
| Documento | Da dove proviene | Base giuridica |
|---|---|---|
| Una nota sull’ambito e sulla classificazione: l’atto scelto, PS, volume o DN, gruppo del fluido e categoria | Il fabbricante | Direttiva 2014/68/UE, articoli 1, 4 e 13 e allegato II |
| Documentazione tecnica e dichiarazione di conformità UE | Il fabbricante, conservata per 10 anni dall’immissione sul mercato | Direttiva 2014/68/UE, articolo 6, paragrafi 2 e 3; direttiva 2014/29/UE, articolo 6, paragrafi 2 e 3 |
| Certificati o decisioni dell’organismo notificato, ove il modulo lo richieda | L’organismo notificato | Direttiva 2014/68/UE, articolo 14 e allegato III |
| Per gli aerosol: le indicazioni dell’etichetta e il codice del lotto | Il responsabile dell’immissione sul mercato del generatore aerosol | Direttiva 75/324/CEE, articoli 3 e 8 |
Se non si fa nulla
Nessun operatore nell’UE, nessuna immissione sul mercato
I prodotti rientranti nella direttiva sulle attrezzature a pressione e nella direttiva sui recipienti semplici a pressione possono essere immessi sul mercato solo se un operatore economico stabilito nell’Unione è responsabile della dichiarazione, della documentazione tecnica e della cooperazione con le autorità (regolamento (UE) 2019/1020, articolo 4, paragrafi 1, 3 e 5).[4]
Azione correttiva disposta dall’autorità
Se un prodotto non è conforme, l’autorità impone all’operatore di renderlo conforme, ritirarlo o richiamarlo entro un termine stabilito; in caso contrario, l’autorità provvede al ritiro, al richiamo o al divieto (regolamento (UE) 2019/1020, articolo 16, paragrafi 2, 3 e 5).[4]
Un aerosol conforme può comunque essere fermato
Lo Stato membro che accerta, con una giustificazione circostanziata, che un generatore aerosol presenta un pericolo pur essendo conforme può vietarne provvisoriamente la vendita o subordinarla a condizioni particolari (direttiva 75/324/CEE, articolo 10, paragrafo 1).[3]
Domande su questo problema
Una pentola a pressione rientra nella direttiva?
Sì. L’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), della direttiva sulle attrezzature a pressione cita tutte le pentole a pressione tra le attrezzature a fiamma o altrimenti riscaldate che devono soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza dell’allegato I (allegato II, tabella 5).
Il serbatoio del nostro compressore contiene aria a 10 bar. Quale atto si applica?
Se è un recipiente saldato, non esposto alla fiamma, costruito in serie con gli acciai o l’alluminio indicati dalla direttiva, con PS fino a 30 bar e PS × V fino a 10.000 bar·L, è un recipiente semplice a pressione ai sensi della direttiva 2014/29/UE (articolo 1, paragrafo 1). La direttiva sulle attrezzature a pressione esclude i recipienti disciplinati da tale direttiva (articolo 1, paragrafo 2, lettera c)).
I prodotti gonfiabili o i palloni sono attrezzature a pressione?
No. Sono escluse le attrezzature a pressione costituite da un involucro flessibile, come pneumatici, cuscini d’aria, palloni da gioco e imbarcazioni gonfiabili (direttiva 2014/68/UE, articolo 1, paragrafo 2, lettera o)).
Le bombolette spray piccole devono recare l’epsilon rovesciata?
La direttiva sugli aerosol non si applica ai generatori con una capacità massima inferiore a 50 ml (direttiva 75/324/CEE, articolo 1). Per quelli che rientrano nel suo ambito, il responsabile dell’immissione sul mercato appone il simbolo «3» a prova di conformità (articolo 3).
Le attrezzature approvate secondo la vecchia direttiva possono ancora essere vendute?
Gli Stati membri non possono impedire la messa a disposizione di attrezzature conformi alla direttiva 97/23/CE e immesse sul mercato prima del 19 luglio 2016 (direttiva 2014/68/UE, articolo 48, paragrafo 2).
Fonti
- Direttiva 2014/68/UE concernente le attrezzature a pressione (testo consolidato del 30 maggio 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
- Direttiva 2014/29/UE concernente i recipienti semplici a pressione (testo consolidato del 30 maggio 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
- Direttiva 75/324/CEE del Consiglio sui generatori aerosol (testo consolidato del 12 febbraio 2018) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
- Regolamento (UE) 2019/1020 sulla vigilanza del mercato e sulla conformità dei prodotti (testo consolidato del 12 agosto 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
Informazioni su questa pagina
- Revisore
- Conphora compliance team
- Verificato
- 4 ottobre 2026
Informazioni di carattere generale, non consulenza legale. Verifichi il testo giuridico o si rivolga a un consulente per il suo prodotto.
Conphora (2026). Il nostro prodotto lavora in pressione. Consultato il 13 ottobre 2026 da https://www.conphora.com/it/soluzioni/problema/pressure-equipment/
Conphora (2026) Il nostro prodotto lavora in pressione. Disponibile all’indirizzo: https://www.conphora.com/it/soluzioni/problema/pressure-equipment/ (consultato il 13 ottobre 2026).
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author = {Conphora},
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