I nostri imballaggi usano unità non metriche
La direttiva 80/181/CEE esige che le quantità siano espresse nelle unità legali del capitolo I dell’allegato: unità SI e multipli. Once e pollici sono ammessi solo come indicazioni supplementari accanto al valore metrico, in caratteri non più grandi. Poche unità imperiali restano legali per usi specifici autorizzati al 21 aprile 1973. Rietichetti le confezioni con sole unità non metriche.
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Perché accade
La direttiva 80/181/CEE stabilisce quali unità di misura si possono usare nell’UE. Le unità legali per esprimere le quantità sono quelle del capitolo I del suo allegato: le unità di base SI, come il secondo, il metro, il chilogrammo, l’ampere e il kelvin, i loro multipli e sottomultipli decimali e le altre unità elencate in tale capitolo (art. 1, lett. a). L’obbligo riguarda gli strumenti di misura utilizzati, le misurazioni effettuate e le indicazioni di quantità espresse in unità di misura (art. 2, lett. a). Gli Stati membri applicano la direttiva dal 1° ottobre 1981 (art. 7), e il testo consolidato include l’aggiornamento del 2019 delle definizioni SI introdotto dalla direttiva (UE) 2019/1258 della Commissione.[1]
Le unità imperiali sono ammesse soltanto accanto al valore metrico. Un’indicazione supplementare è un’indicazione di quantità in un’unità non compresa nel capitolo I che accompagna un’indicazione in un’unità del capitolo I, e il suo uso è autorizzato (art. 3, parr. 1 e 2). L’indicazione del capitolo I deve predominare: le indicazioni in altre unità sono espresse in caratteri non più grandi di quelli dell’indicazione corrispondente del capitolo I (art. 3, par. 4). Gli Stati membri possono comunque richiedere che gli strumenti di misura riportino un’unica unità legale (art. 3, par. 3).[1]
Alcune unità non metriche sopravvivono come unità legali a pieno titolo, ma solo per usi precisi e solo negli Stati membri in cui erano autorizzate il 21 aprile 1973 (art. 1, lett. b). Le elenca il capitolo II: il miglio, la iarda, il piede e il pollice per la segnaletica stradale e per la misurazione di distanze e velocità, la pinta per la birra e il sidro alla spina e per il latte in contenitori restituibili, e l’oncia troy per le transazioni di metalli preziosi. Le unità a termine dei capitoli III e IV non potevano più essere usate oltre, rispettivamente, il 31 dicembre 1994 e il 31 dicembre 1999 (art. 1, lett. c) e d)).[1]
I prodotti preimballati sottostanno a regole aggiuntive. La direttiva 76/211/CEE riguarda i preimballaggi venduti in quantità nominali costanti comprese tra 5 g o 5 ml e 10 kg o 10 l (art. 1). I preimballaggi conformi possono recare il segno ℮ (art. 3, par. 1); riportano il peso o il volume nominale in chilogrammi, grammi, litri, centilitri o millilitri, con cifre alte almeno da 2 a 6 mm a seconda della quantità, e le indicazioni imperiali non possono essere più grandi di quelle SI (allegato I, punto 3.1). Il ℮, che la direttiva descrive come una «e» minuscola nella forma indicata dalla direttiva 71/316/CEE, è alto almeno 3 mm e si trova nello stesso campo visivo della quantità nominale; un contrassegno identifica il confezionatore o l’importatore stabilito nell’UE, responsabile di garantire che i preimballaggi rispettino la direttiva (allegato I, punti 3.2, 3.3 e 4). La Corte ha stabilito che il confezionatore che misura ogni preimballaggio può usare il segno senza autorizzazione preventiva, mentre quello che si limita a controllare le quantità deve applicare procedure di controllo riconosciute dalle autorità nazionali competenti in materia di pesi e misure (causa 96/84).[2][4]
Entrambe le direttive sono elencate nell’allegato I del regolamento (UE) 2019/1020, perciò le autorità di vigilanza del mercato possono richiedere misure correttive quando l’imballaggio non è conforme, compresa la regolarizzazione della non conformità formale, e possono far ritirare i prodotti o limitarne la vendita se non vengono adottate misure correttive (art. 16).[3]
Come risolverlo
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Elencare ogni indicazione di quantità
Esamini imballaggio, prodotto, fogli illustrativi e scheda prodotto e riporti in elenco ogni quantità dichiarata: peso, volume, lunghezza, superficie, temperatura, energia. La direttiva riguarda le indicazioni di quantità espresse in unità di misura, oltre agli strumenti di misura utilizzati e alle misurazioni effettuate.
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Esprimere ogni quantità in un’unità del capitolo I
Usi le unità legali del capitolo I dell’allegato: le unità di base SI come il metro, il chilogrammo e il secondo, i loro multipli e sottomultipli decimali e le altre unità ivi elencate. Converta le once in grammi, le once fluide in millilitri e i pollici in millimetri o centimetri.
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Mantenere le unità imperiali solo come indicazioni supplementari più piccole
Un’indicazione supplementare in un’altra unità può accompagnare il valore metrico. Il valore metrico deve predominare: l’indicazione non metrica è riportata in caratteri non più grandi di quelli dell’indicazione metrica corrispondente. Una confezione che riporta solo «16 oz», o «16 oz» in caratteri più grandi di «454 g», non rispetta la regola.
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Verificare le eccezioni ristrette
Il capitolo II consente alcune unità solo per usi specifici, e solo negli Stati membri in cui erano autorizzate il 21 aprile 1973: il miglio, la iarda, il piede e il pollice per la segnaletica stradale e per la misurazione di distanze e velocità, la pinta per la birra e il sidro alla spina e per il latte in contenitori restituibili, e l’oncia troy per i metalli preziosi.
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Applicare le regole sui preimballaggi se si usa il ℮
Per i preimballaggi da 5 g o 5 ml fino a 10 kg o 10 l venduti in quantità nominali costanti, la quantità nominale è indicata in chilogrammi, grammi, litri, centilitri o millilitri, con altezze minime delle cifre da 2 a 6 mm. La direttiva non rende obbligatorio il ℮; se lo si usa, ha un’altezza di almeno 3 mm, si trova nello stesso campo visivo e sulla confezione sono indicati il confezionatore o l’importatore. Il confezionatore che controlla, anziché misurare, ogni confezione deve applicare procedure di controllo riconosciute dalle autorità nazionali.
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Cosa è necessario dimostrare
| Documento | Da dove proviene | Base giuridica |
|---|---|---|
| La grafica dell’imballaggio con la quantità metrica ed eventuali indicazioni supplementari più piccole | Il fabbricante o il titolare del marchio | Direttiva 80/181/CEE, art. 1, lett. a), e art. 3, parr. 1, 2 e 4 |
| I registri di riempimento e di controllo per i preimballaggi recanti il ℮ | Il confezionatore o l’importatore | Direttiva 76/211/CEE, art. 3 e allegato I, punti 1, 3 e 4 |
Se non si fa nulla
Le disposizioni nazionali danno applicazione alla direttiva
La direttiva 80/181/CEE è rivolta agli Stati membri, che ne applicano le disposizioni dal 1° ottobre 1981 mediante il diritto nazionale; le unità legali sono quelle dell’allegato (direttiva 80/181/CEE, artt. 1 e 7).[1]
Si applicano le misure di vigilanza del mercato
Le direttive 80/181/CEE e 76/211/CEE sono elencate nell’allegato I del regolamento (UE) 2019/1020; se un prodotto non è conforme, le autorità richiedono misure correttive, compresa la regolarizzazione della non conformità formale, e possono far ritirare il prodotto o vietarne la vendita (regolamento (UE) 2019/1020, art. 16, parr. da 1 a 3 e 5).[3]
Il segno ℮ comporta il controllo metrologico
I preimballaggi recanti il segno ℮ sono soggetti al controllo metrologico ai sensi dell’allegato I, punto 5, e dell’allegato II, e nessun preimballaggio con un errore negativo superiore al doppio dell’errore negativo tollerabile può recare il segno (direttiva 76/211/CEE, art. 3, par. 2, e allegato I, punto 1.3).[2]
Domande su questo problema
Possiamo mantenere «oz» sulla confezione?
Sì, come indicazione supplementare accanto alla quantità metrica, purché l’indicazione metrica predomini e la cifra in «oz» non sia più grande (direttiva 80/181/CEE, art. 3, parr. 1, 2 e 4).
La regola si applica anche a una scheda prodotto online?
La direttiva si applica alle indicazioni di quantità espresse in unità di misura (art. 2, lett. a), e non indica alcun supporto. Ritenere che riguardi anche le quantità riportate su una scheda prodotto è un’interpretazione, non enunciata nel testo; il diritto nazionale può prevedere di più.
Il segno ℮ è obbligatorio?
La direttiva non lo rende obbligatorio. La direttiva 76/211/CEE stabilisce quali preimballaggi possono recare il segno: quelli conformi a tale direttiva e al suo allegato I (art. 3, par. 1). Se lo si usa, si applicano le regole di riempimento e i controlli, e il confezionatore che si limita a controllare la quantità, anziché misurare ogni confezione, deve applicare procedure di controllo riconosciute dalle autorità nazionali (causa 96/84).
Che dire dei prodotti già in uso con parti imperiali?
Le unità non legali restano autorizzate per i prodotti e le apparecchiature già sul mercato o in servizio alla data di adozione della direttiva, il 20 dicembre 1979, e per i componenti e i pezzi di ricambio necessari (direttiva 80/181/CEE, art. 4).
Fonti
- Direttiva 80/181/CEE del Consiglio relativa alle unità di misura (testo consolidato del 13 giugno 2020) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
- Direttiva 76/211/CEE del Consiglio relativa al precondizionamento in massa o in volume di taluni prodotti in imballaggi preconfezionati (testo consolidato del 26 luglio 2019) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
- Regolamento (UE) 2019/1020 sulla vigilanza del mercato e sulla conformità dei prodotti (testo consolidato del 12 agosto 2026) EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
- Sentenza della Corte del 28 marzo 1985, Vereniging Slachtpluimvee-Export/Rewe-Zentral, causa 96/84 EUR-Lex · consultato il 4 ottobre 2026
Informazioni su questa pagina
- Revisore
- Conphora compliance team
- Verificato
- 4 ottobre 2026
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Conphora (2026). I nostri imballaggi usano unità non metriche. Consultato il 13 ottobre 2026 da https://www.conphora.com/it/soluzioni/problema/units-of-measurement/
Conphora (2026) I nostri imballaggi usano unità non metriche. Disponibile all’indirizzo: https://www.conphora.com/it/soluzioni/problema/units-of-measurement/ (consultato il 13 ottobre 2026).
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