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Etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile: che cosa è cambiato nel 2026

Proposta di semplificare le etichette energetiche e dei pneumatici, scadenza sui riscaldatori e divieto di distruggere gli abiti invenduti: le novità 2026.

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Conphora Editorial · 15 settembre 2026
etichettatura energeticaprogettazione ecocompatibileEPRELESPRetichettatura dei pneumatici

Tre novità, una sola cambia gli obblighi già oggi

Per le imprese che vendono nell’UE prodotti connessi all’energia o beni di consumo, l’estate 2026 ha portato tre novità facili da confondere:

  1. La Commissione ha proposto di semplificare le regole sulle etichette energetiche e dei pneumatici.
  2. Il 2 agosto 2026 è scaduto un termine di legge del regolamento sull’etichettatura energetica per le etichette dei riscaldatori.
  3. Il divieto di distruggere abbigliamento e calzature invenduti previsto dal regolamento sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili ha iniziato ad applicarsi il 19 luglio 2026.

Solo la terza modifica cambia ciò che le imprese devono fare oggi. La proposta non è legge e la scadenza sui riscaldatori è un obbligo della Commissione, non dei fornitori. Questo articolo spiega ciascuna novità e che cosa significa per le Sue etichette e i Suoi processi.

La proposta di giugno 2026: COM(2026) 565

Il 24 giugno 2026 la Commissione ha adottato una proposta di regolamento che modifica il regolamento sull’etichettatura energetica, regolamento (UE) 2017/1369, e il regolamento sull’etichettatura dei pneumatici, regolamento (UE) 2020/740, «per quanto riguarda la semplificazione e un migliore uso delle opzioni digitali per l’etichettatura energetica e dei pneumatici». La proposta rientra nel lavoro di semplificazione della Commissione sulla legislazione relativa ai prodotti connessi all’energia.

Si tratta di una proposta della Commissione. Ora passa al Parlamento europeo e al Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria e il suo contenuto può cambiare prima dell’adozione. Fino ad allora, nulla di ciò che prevede si applica.

Che cosa cambierebbe con la proposta

Secondo la proposta e la sua relazione esplicativa, le modifiche principali sarebbero le seguenti:

Se adottate in questa forma, le modifiche ridurrebbero la stampa e la gestione delle etichette, soprattutto in caso di riclassificazione. Darebbero però ancora più peso alla correttezza dei dati in EPREL, perché la banca dati diventa la fonte dell’etichetta.

Le regole attuali restano in vigore

Finché la proposta non sarà adottata, fornitori e distributori operano ai sensi del regolamento (UE) 2017/1369 e dei regolamenti delegati specifici per prodotto. Ciò significa, tra l’altro, che:

La nostra guida al regolamento sull’etichettatura energetica e la pagina del problema Il nostro prodotto richiede un’etichetta energetica e la registrazione in EPREL trattano gli obblighi attuali. Per i pneumatici, consulti la guida al regolamento sull’etichettatura dei pneumatici.

Etichette dei riscaldatori e scadenza del 2 agosto 2026

Il regolamento sull’etichettatura energetica del 2017 impone alla Commissione di portare le etichette esistenti a una scala omogenea da A a G, con scadenze anteriori per la maggior parte dei gruppi di prodotti all’articolo 11, paragrafo 4 e paragrafo 5, lettera b). L’articolo 11, paragrafo 5, lettera a), stabilisce un calendario distinto per tre gruppi:

Per questi gruppi la Commissione doveva presentare i riesami entro il 2 agosto 2025 e, se del caso, adottare atti delegati che introducono etichette riclassificate da A a G entro il 2 agosto 2026. In ogni caso, le etichette riclassificate devono essere adottate al più tardi entro il 2 agosto 2030.

Si tratta di una scadenza per la Commissione, non di una data a partire dalla quale i fornitori devono mostrare una nuova etichetta. Un’etichetta riclassificata per i riscaldatori si applica solo dopo l’adozione e la pubblicazione di un atto delegato, che fisserà le proprie date. I fornitori di riscaldatori dovrebbero seguire gli atti delegati, non la scadenza del 2026 in sé.

Il divieto di distruzione si applica già

L’unica modifica che vincola già le imprese deriva dalla progettazione ecocompatibile. Ai sensi dell’articolo 25, paragrafo 1, del regolamento sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili, regolamento (UE) 2024/1781, la distruzione dei prodotti di consumo invenduti elencati nell’allegato VII è vietata dal 19 luglio 2026, fatte salve le deroghe previste dall’articolo 25, paragrafo 5. L’allegato VII elenca capi di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature.

Il divieto non si applica alle microimprese e alle piccole imprese e si applica alle medie imprese solo dal 19 luglio 2030. Le imprese non interessate non possono distruggere prodotti invenduti che sono stati loro forniti per eludere il divieto (articolo 25, paragrafo 2).

Per le imprese della moda e delle calzature ciò significa che pianificazione delle scorte, gestione dei resi, rivendita e donazione sono diventate temi di conformità. Consulti la nostra pagina del problema sui requisiti di progettazione ecocompatibile e la voce del glossario sul regolamento sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili.

Come Conphora La aiuta

Le regole sull’etichettatura cambiano attraverso proposte, atti delegati e scadenze che è facile interpretare male. Con Conphora può:

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Fonti

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