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Conformità RoHS: le 10 sostanze limitate e che cosa occorre fare

Panoramica completa della RoHS: sostanze limitate, valori soglia, esenzioni e metodi di prova.

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Conphora Editorial · 15 giugno 2025
RoHSsostanze chimichedocumentazioneproveetichettatura

Conformità RoHS: le 10 sostanze limitate e che cosa occorre fare

Se vende apparecchiature elettroniche o elettriche nell’UE, ha con ogni probabilità già sentito parlare di RoHS. Ma sa esattamente quali sostanze sono regolamentate, quali valori soglia si applicano e che cosa deve fare concretamente per documentare la Sua conformità? In questo articolo trova il quadro completo.

Che cos’è la RoHS?

RoHS sta per Restriction of Hazardous Substances (restrizione delle sostanze pericolose) ed è una direttiva dell’UE che limita l’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE). Lo scopo è proteggere la salute umana e l’ambiente, in particolare in relazione alla gestione dei rifiuti elettronici.

RoHS 2 (direttiva 2011/65/UE)

La versione attuale, la RoHS 2, è entrata in vigore nel 2013 e ha sostituito la direttiva RoHS originaria del 2006. La RoHS 2 ha ampliato in modo significativo le categorie di prodotti e ha introdotto requisiti relativi alla marcatura CE e alla dichiarazione di conformità UE per i prodotti che rientrano nella direttiva. Sono stati inoltre introdotti requisiti per tutti gli attori della catena di fornitura, non solo per il fabbricante.

RoHS 3 (direttiva delegata (UE) 2015/863)

La RoHS 3 è una modifica della RoHS 2 che, da luglio 2019, ha ampliato l’elenco delle sostanze limitate da 6 a 10 aggiungendo quattro ftalati. Per i dispositivi medici e gli strumenti di monitoraggio e controllo le nuove sostanze si sono applicate da luglio 2021.

Le 10 sostanze limitate e i relativi valori soglia

Ecco l’elenco completo delle sostanze limitate ai sensi della RoHS. Tutti i valori soglia sono espressi come concentrazione massima per materiale omogeneo in peso:

#SostanzaAbbreviazioneSoglia
1PiomboPb0,1 % (1.000 ppm)
2MercurioHg0,1 % (1.000 ppm)
3CadmioCd0,01 % (100 ppm)
4Cromo esavalenteCr6+0,1 % (1.000 ppm)
5Bifenili polibromuratiPBB0,1 % (1.000 ppm)
6Eteri di difenile polibromuratiPBDE0,1 % (1.000 ppm)
7Ftalato di bis(2-etilesile)DEHP0,1 % (1.000 ppm)
8Ftalato di benzile e butileBBP0,1 % (1.000 ppm)
9Ftalato di dibutileDBP0,1 % (1.000 ppm)
10Ftalato di diisobutileDIBP0,1 % (1.000 ppm)

Si noti che il cadmio ha un valore soglia più basso delle altre sostanze, perché è particolarmente tossico anche a basse concentrazioni. I quattro ftalati (nn. 7-10) sono stati aggiunti con la RoHS 3 e, nel loro insieme, hanno aumentato in modo considerevole l’onere di conformità per molti fabbricanti.

Quali categorie di prodotti sono interessate?

La RoHS 2 riguarda 11 categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche:

  1. Grandi elettrodomestici
  2. Piccoli elettrodomestici
  3. Apparecchiature informatiche e di telecomunicazione
  4. Elettronica di consumo
  5. Apparecchiature di illuminazione
  6. Utensili elettrici ed elettronici
  7. Giocattoli, apparecchiature per il tempo libero e lo sport
  8. Dispositivi medici
  9. Strumenti di monitoraggio e controllo
  10. Distributori automatici
  11. Altre AEE non coperte dalle categorie precedenti

La categoria 11 è una categoria residuale, il che in pratica significa che sono coperte quasi tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Se il Suo prodotto dipende dall’energia elettrica per almeno una delle sue funzioni principali, è opportuno presumere che la RoHS si applichi.

Esenzioni: allegato III e allegato IV

Non tutti gli usi delle sostanze limitate sono vietati. La direttiva RoHS contiene due importanti allegati con esenzioni:

L’allegato III contiene esenzioni generali che si applicano a tutte le categorie di prodotti. Tra gli esempi figurano il piombo nel vetro dei tubi a raggi catodici, il piombo nei materiali di saldatura ad alta temperatura (con oltre l’85 % di piombo) e il mercurio in determinati tipi di lampade fluorescenti. Tali esenzioni sono concesse quando non esistono alternative tecnicamente fattibili.

L’allegato IV contiene esenzioni specifiche per i dispositivi medici e gli strumenti di monitoraggio e controllo. Tra gli esempi figura il piombo in alcuni sensori e trasduttori.

Tutte le esenzioni hanno una data di scadenza e devono essere rinnovate. Spetta a Lei verificare che le esenzioni su cui fa affidamento siano ancora valide. La Commissione europea riesamina le esenzioni in modo continuativo e diverse sono già scadute o sono state ristrette.

Documentazione dei fornitori: il fondamento della Sua conformità

La Sua conformità alla RoHS è solida solo quanto la Sua documentazione. Deve poter documentare che ogni materiale omogeneo del prodotto rispetta i valori soglia. In pratica sono necessari:

È fondamentale non limitarsi a raccogliere le dichiarazioni, ma verificarle. La dichiarazione di un fornitore è solo un punto di partenza: come fabbricante o importatore, la piena responsabilità resta a Lei. Legga la nostra guida al regolamento REACH per capire come la disciplina delle sostanze chimiche sia intrecciata nella normativa dell’UE.

Metodi di prova: screening XRF e analisi chimica

Per verificare che i prodotti rispettino effettivamente i valori soglia si usano due metodi principali:

Screening XRF (fluorescenza a raggi X)

L’XRF è un metodo di screening rapido e non distruttivo in grado di identificare gli elementi di un materiale. È adatto come primo passo di screening perché:

L’XRF ha tuttavia dei limiti: non distingue il cromo esavalente dalle altre forme di cromo e non può misurare gli ftalati. Se il risultato XRF mostra valori prossimi alla soglia, si raccomanda un’ulteriore analisi chimica.

Analisi chimica

Per gli ftalati e il cromo esavalente è necessaria un’analisi chimica, di norma la GC-MS (gascromatografia-spettrometria di massa) per gli ftalati e la spettroscopia UV-Vis o la IC (cromatografia ionica) per il cromo esavalente. Questi metodi sono distruttivi e più costosi, ma forniscono risultati precisi.

Un approccio pratico consiste nell’usare l’XRF come strumento di screening per individuare i componenti potenzialmente problematici e poi concentrare l’analisi chimica dove serve.

Come Conphora La aiuta nella conformità alla RoHS

La conformità alla RoHS comporta molti dati, fornitori e aggiornamenti continui. Conphora riunisce tutto in un unico luogo:

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Scopra come organizzare la documentazione di conformità per essere sempre preparati a un’ispezione.

La RoHS non è una mera formalità: è un requisito fondamentale per vendere apparecchiature elettriche ed elettroniche nell’UE. Con 10 sostanze limitate, elenchi di esenzioni complessi e requisiti di piena tracciabilità lungo l’intera catena di fornitura, è un ambito in cui processi sistematici e gli strumenti giusti fanno una differenza decisiva.

Inizi mappando la composizione dei materiali dei Suoi prodotti, si assicuri di disporre di documentazione aggiornata dei fornitori e consideri lo screening XRF come meccanismo di controllo continuo. Con l’approccio giusto la conformità alla RoHS è gestibile e con Conphora diventa ancora più semplice.


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